(Italiano) Fai crescere il tuo Team

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8 comments on “(Italiano) Fai crescere il tuo Team
  1. Vita Maria Valluzzi says:

    Bello…ma rispondo con una domanda…Quando invece si viene criticati, senza lode e costruttivita’, e nasce rabbia, come si deve rispondere a tali atteggiamenti,,,per essere un coach? Grazie

    • Donatella Agrizzi says:

      Ciao Vita, bella e sfidante la tua domanda e da coach ti rispondo con un’altra domanda:
      Cosa vuoi ottenere con la tua risposta? Cos’è veramente importante in quella interazione? Cosa invece è meno importante e può passare in secondo piano?
      Non esiste una risposta assoluta, ma sempre e solo quella che la situazione contingente richiede, per poter salvaguardare o ottenere ciò che è veramente importante, senza lasciarsi distogliere da fattori meno importanti.
      Che ne pensi? Tu da coach cosa avresti risposto? E cosa fai in una situazione come quella da te proposta? :)
      Se vuoi che entriamo nei particolari scrivimi pure anche privatamente. E’ bello per me potermi confrontare e condividere le esperienze.

    • Donatella Agrizzi says:

      Ciao Vita
      la Tua domanda è un pochino generica :) non c’è una risposta universale.
      Con così pochi dati posso chiederTi: le critiche, al di là del modo non costruttivo in cui sono formulate, hanno un fondamento o no? In che modo possono esserTi utili? Come puoi eliminare la rabbia che viene creata?
      Ricorda che un buon coach sa farsi e fare le domande giuste e guarda sempre e solo a come risolvere la situazione.
      Un abbraccio
      Donatella

  2. Paola says:

    Vero!

  3. Roberto says:

    Trovo ovvia l’affermazione sulle modalità di critica. La critica dovrebbe essere molto prudente e finalizzata al sicuro bene della persona che si stima (mi viene in mente, comunque, “la trave” e la pagliuzza”…); difatti ritengo che si debba evitare di criticare persone con le quali non si vuole avere a che fare, sarebbe un mero esercizio sarcastico. D’altra parte, bisognerebbe evitare, altresì, la critica diretta; ritengo preferibile condurre la persona a constatare de visu l’erroneità di un proprio atteggiamento e/o comportamento, tramite la diretta verifica del giovamento ottenuto a seguito del suo abbandono. Per questo, ritengo che la critica possa essere indirizzata solo allorquando risulti nettamente evidente e vantaggioso il beneficio potenzialmente ottenibile dal criticato, rispetto al costo della relativa sopportazione comunque connesso alla necessità di cambiare sistemi di riferimento comportamentale e spesso valoriale. In effetti, resta evidente come qualsiasi decisione di cambiamento personale non possa prescindere dalla necessità di consapevolizzare il valore dell’obiettivo ottenibile in rapporto al costo da sopportare per il suo conseguimento. Per questo le migliori vittorie nascono dalle sconfitte che, costituendo la migliore, “naturale”, forma di critica, per molti di noi sono assolutamente necessarie.

    • Donatella Agrizzi says:

      Grazie Roberto per la tua acuta ossergvazione che apre lo spazio a nuove riflessioni

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